Curiosità
Le riprese si sono svolte in Nuova Zelanda, la cui natura incontaminata, ricca di laghi
e rigogliosi paesaggi, ben si prestava a ricreare l'universo
fantastico immaginato nella trilogia. Il fatto che Peter
Jackson, neozelandese, non amasse particolarmente Hollywood,
ha determinato la scelta di effettuare nel suo Paese le
riprese in interni, (nei Three Fox Studios di Wellington,
ora ribattezzata Middle Earth).
Oltre a sfruttare l'innata bellezza dei panorami neozelandesi,
in alcuni casi la produzione è intervenuta rinfoltendo
la flora: è il caso di Hobbiville, ricostruita
nella tenuta di Matmata, piantando 12 mesi prima delle
riprese erba, fiori e piante. Per girare alcune sequenze,
luoghi come Gran Burrone, Isengard o Moria sono stati
riprodotti con modelli in scale di varia misura, (da 1:12
fino a 1:166).
Anche se nel cast ci sono attori americani (da Liv Tyler
a Viggo Mortensen), e australiani (Cate Blanchett), Jackson
per rispetto a Tolkien, ha privilegiato attori britannici,
come Ian McKellen, Chistopher Lee e Ian Holm. Ha sottoposto
a provino più di 150 giovani attori inglesi, nel
vano tentativo di trovare un Frodo britannico.
Invece di sottoporsi al tradizionale provino, l'attore americano Elijah Wood ha inviato a Jackson una videocassetta, in cui recitava
brani del Signore degli Anelli travestito da hobbit, e
con un perfetto accento inglese.
Christopher Lee, che interpreta lo stregone Saruman, è
un accanito fan del Signore degli Anelli: acquistò
la prima edizione del libro nel 1954 e rilegge l'intera
trilogia ogni anno. Invece Ian Holm, che nel film di Jackson
è Bilbo Baggins, aveva interpretato Frodo nel 1981,
in un adattamento radiofonico della trilogia in ventisei
puntate, andato in onda sulla BBC.
Tolkien impiegò quattordici anni a scrivere Il Signore
degli Anelli, pubblicando i primi due capitoli (La Compagnia dell'Anello e Le due Torri), nel 1954 e il
libro finale, (Il Ritorno del Re), l'anno successivo.
In realtà Tolkien iniziò ad inventare la
sua Terra di Mezzo nel 1917, e continuò a lavorarci
fino alla morte, tracciando un ritratto completo, dalla
cartografia alla genealogia.
Christopher Lee ha raccontato di aver incontrato Tolkien ad Oxford, nel famoso locale tolkieniano
The Eagle and Child. "L'ho soltanto visto: fumava
la pipa ed era vestito come un perfetto gentiluomo inglese
di campagna. Non potrò mai dimenticarlo".
I Beatles volevano portare Il Signore degli Anelli sullo schermo, con Paul come Frodo, George nel
ruolo di Gandalf, Ringo in quello di Sam e John come
Gollum, e provarono a coinvolgere nel progetto Stanley
Kubrick. John Boorman voleva condensare la
trilogia in un solo film, ma la United Artists rifiutò
la sua sceneggiatura di 700 pagine, pagandolo 3 milioni
di dollari per l'impegno. Nel 1978 Ralph Bakshi progettò
due film d'animazione, ma fallì nell'impresa terminando
solo la prima parte.
Jackson aveva scoperto che i diritti di sfruttamento del
libro erano in mano al produttore Saul Zaentz, che assieme
ad Harvey Weinstein aveva finanziato Il Paziente Inglese. Il tentativo del regista di coinvolgere la Miramax di
Weinstein nel progetto è naufragato per i contrasti
sul numero di film da realizzare, uno nei piani del produttore, due in quelli di Jackson. Quando Bob Shaye, presidente
di New Line Cinema, ha proposto a Jackson un progetto
articolato in tre pellicole, la Miramax è definitivamente
uscita di scena, mentre Zaentz e Weinstein sono rimasti
in veste di produttori esecutivi .
I tre film sono stati girati in un unico periodo di 15
mesi, dall'ottobre 1999 al dicembre 2000, lungo 274
giornate di lavoro sul set. Jackson è poi tornato a
girare alcune singole sequenze di dialogo nel 2001.
Tutte le magie visive de Il Signore degli Anelli sono
state prodotte dagli studi della Weta, azienda neozelandese
fondata da Peter Jackson.
La battaglia più
imponente nella trilogia coinvolge circa centomila creature.
Il personaggio
più complesso interamente creato al computer,
che nel primo film compare fugacemente, è Gollum, Hobbit corrotto dal potere dell'Anello. Lo scheletro, i muscoli e la pelle sono digitali, ma i suoi movimenti
sono stati immagazzinati con la tecnica del motion capture, applicando dei sensori ad un attore in carne ed ossa.
Il numero di calcolatori utilizzati dai realizzatori degli
effetti visivi è impressionante: ben 230 stazioni
grafiche sono rimaste accese giorno e notte, elaborando
poi dati immagazzinati in dischi terabyte, pari a 32000
miliardi di caratteri di testo o 1500 Cd-Rom.
Dato che il regista non voleva utilizzare attori nani, se non per le scene in campo lungo,
per creare
un differente rapporto di grandezza tra personaggi e ambiente, per esempio a casa dell'hobbit Bilbo, sono stati costruiti
due set di diverse grandezze: in quello di grandezza
normale hanno recitato gli Hobbit, mentre lo Stregone
Gandalf ha recitato nella versione rimpicciolita. L'immagine
finale è stata poi realizzata unendo i vari elementi
filmati con il computer. In altri casi si è ricorsi
al vecchio trucco della diversa distanza degli attori
dalla macchina da presa; ma siccome questi si dovevano
muovere, uscivano dalla prospettiva utile a creare l'illusione
ottica. Per questo motivo sono state create delle piattaforme
mobili in asse con la macchina da presa, che mantengono
inalterata la prospettiva dell'attore in movimento.
Per girare al meglio alcune scene complesse, Peter Jackson
è arrivato a impiegare fino a nove macchine da
presa contemporaneamente in location differenti, sei
delle quali guidate direttamente dal regista. Il collegamento
tra le varie unità è potuto funzionare grazie
al sistema satellitare messo a disposizione dalla Telecom
neozelandese.
La produzione dell'intera trilogia è costata circa
300 milioni di Dollari, oltre 600 miliardi di lire, (pari a circa 310 milioni di Euro).
Il sito ufficiale è www.lordoftherings.net, disponibile
anche nella versione italiana su www.ilsignoredeglianelli.it.
Molti fan hanno digerito a fatica l'idea che l'americanissima e poco elfica Liv Tyler, interpretasse
la principessa Arwen, e che per di più il personaggio
venisse ampiamente modificato: una Arwen guerriera e
che amoreggia con l'eroe umano Aragorn, love-story che
Tolkien, non propriamente scrittore romantico, accenna appena nell'appendice del romanzo.
Appartenendo alla razza degli elfi, Galadriel doveva
apparire diversa da tutti gli altri protagonisti. Per
donare al suo sguardo una luce eterna, i tecnici degli
effetti speciali hanno incollato alla macchina da presa
le luci utilizzate per gli abeti natalizi, che così
appaiono riflesse negli occhi di Cate Blanchett.
Peter Jackson ha imposto agli attori che interpretano
gli elfi di imparare a parlare elfico. Cosa che fanno in alcune
scene con sottotitoli. Per istruirli Jackson ha portato
sul set un docente di Oxford, che ha scritto dialoghi in elfico, tradotti poi in inglese, per permettere agli
attori di capire il senso delle battute. Quasi tutti
gli elfi del film parlano in Sindarin, lingua inventata
da Tolkien, che foneticamente ricorda il gallese.
Siccome il nome alternativo è "Compagnia dei
Nove", i nove attori che compongono la Compagnia
dell'Anello hanno tutti tatuato un 9 in caratteri elfici.
Viggo Mortensen ha indossato il suo costume
da Aragorn sempre, anche fuori dal set e, durante una
scena di battaglia, si è spaccato due incisivi,
ma
ha continuato a girare. "La verità è
che non avevo tempo libero", ha ammesso,
"camminavo, pensavo e vestivo come Aragorn. Alla fine
ho creduto che fosse la realtà!".
Per interpretare Aragorn, inizialmente il regista aveva scelto l'inglese Stuart Townsend,
(Big Fish), vent'anni meno di Mortensen. Townsend
ha abbandonato il progetto, poco prima dell'inizio delle
riprese, perché "troppo giovane per il ruolo".
I più agguerriti fan della rete volevano Sean Connery
per il ruolo di Gandalf. Jackson non ha invece mai avuto dubbi; l'uomo giusto
era Ian McKellen.
Cate Blanchett è rimasta sul set solo per tre settimane.
Gli hobbit: Elijah Wood, Sean Austin, Dominic Monaghan e Billy Boyd,
erano sul set già tre mesi prima
dell'inizio delle riprese, e sono rimasti in Nuova Zelanda
per oltre 18 mesi.
Peter Jackson girava per i set con una vecchia
bicicletta.
Oltre a realizzare gli effetti visivi, la società Weta (www.wetafx.co.nz), ha creato, con il suo Workshop, anche più di 50000 attrezzi di scena, tra cui
armi e armature, maschere, piedi e orecchie finte,
oggetti casalinghi e d'uso quotidiano.
Per il film sono stati creati due tipi di armi: per le
scene di battaglia in cui erano coinvolte comparse 2000
armi interamente in plastica semirigida, mentre per i
personaggi principali 100 armi sono state realizzate a
mano da armaioli ed esperti artigiani, partendo da disegni
e modelli di armi antiche. Tra esse la spada Anduril
di Aragorn, la spada Pungolo di Frodo e l'arco utilizzato
da Elrond.
Durante le riprese una pioggia torrenziale si è
abbattuta su Queenstown, e l'intera troupe ha interrotto
la lavorazione, aiutando la popolazione a costruire barriere
di sacchi di sabbia per impedire l'alluvione in città.
Molte comparse erano riservisti dell'esercito neozelandese.
Per realizzare i volti delle miniature del film, gli
interpreti principali sono stati sottoposti ad una scansione
computerizzata, che ha permesso di ricostruire con perfezione
al computer la copia della loro faccia.
Per girare la trilogia sono stati utilizzati più di 1.200.000 metri di pellicola in formato
Super35mm, sono serviti a riprendere le 600 sequenze previste
per la lavorazione dei tre film.
Il regista non ha rinunciato ad apparizioni-cameo.
Tom Bombadil è una figura
completamente enigmatica. Quando Peter Jackson decise di
tagliare questa figura dal film, ci fu in rete una
petizione di firme mondiale per reintegrarlo.
L'attore che ha
interpretato Merry, ha indossato un vestito di gommapiuma,
per apparire più grosso. Ha perciò bevuto durante tutte le
riprese 3 litri di acqua al giorno per non disidratarsi.